“ja sam covjek bez snage” Sono un uomo senza potere.
“i ne ljubi me vise” Non mi amo più.
Cuore spezzato slavo, sono contento di aver trovato questo pezzo di tristezza.
ne gledaj me tako nocas
jer u srcu tvoju ljubav slutim
ne gledaj me jer muzika svira
reci cu ti srvari koje cutim
i zato sklopi oci idi
jer i tvoje su zelene i snene
kao nekad njene
ja sam covjek bez snage
da krene jos jednom
ja sam sanjar
sto je sanjao
samo s jednom zenom
ja sam kockar bez srece
ja se bojim
ja te molim
idi sad
i ne gledaj me tako
i ne ljubi me vise
ne nudi mi usne nocas
pozeljet cu da me uvijek ljube
ne govori tako lijepo
ne vjerujem usnama kad gube
lagale su drugog
lagat ce i mene
kao nekad njene
jer lagale su drugog
lagat ce i mene
isto kao nekad njene
I black ox orkestar sono un gran gruppo.
“Toyte Goyes in Shineln” è una poesia di Itzik Feffer (Ицик Фефер), poeta yddish nato vicino a Kiev, nella Russia imperiale. Faceva parte del comitato ebraico antifascista ed era un informatore per i servizi segreti prima nkvd poi kgb. Oltre a fabbricare documenti più o meno falsi per far arrestare più di cento persone, fece un viaggio negli Stati Uniti per raccogliere fondi. Le sue poesie denunciavano spesso l’isteria nazionalista dei suoi colleghi yiddish, ciò nonostante nel 1952 fu arrestato e giustiziato dopo un processo a porte chiuse.
Reznor trasmette la sua disperazione annoiata e giovanile, ma con un futuro di soddisfatto rimorso e autodistruzione.
Ma Johnny Cash è vecchio, molto vecchio, troppo vecchio per avere un futuro di tranquillo godimento di un autocommiserazione o di qualche eroico conato suicida. E’ certo che il suo destino di stare inutilmente in un limbo di non-ancora-morte serena, mentre vegeta nei ricordi, incapace di farsi del male.
Vero terrore per noi Mr. Self Destruction part time.
Mi piace più l’originale perchè la disperazione di Reznor è più precisa e condivisibile, serve troppa voglia di vivere per svegliarsi presto per incidere cover nichiliste a 70 anni.
Il folk ha sempre qualcosa di speciale, ma le canzoni che mi si avvitano nelle orecchie sono ben poche.
Questa si è avvitata bene, forse perchè quando ho sentito “Natural Blues” di Moby la voce mi aveva già colpito, ma forse solo per la sua semplicità estrema e vitale.
ecco il testo:
Ooh Lordy, troubles so hard
Ooh Lordy, troubles so hard
Don’t nobody know my troubles but God
Don’t nobody know my troubles but God
Went down the hill
Other day
My soul got happy
and stayed all day
Ooh Lordy, troubles so hard
ed ecco la mia non traduzione:
Ooh Lordy, troubles so hard
Don’t nobody know my troubles but God
Don’t nobody know my troubles but God
Ooh Lordy, troubles so hard
Ooh Lordy, troubles so hard
Went in the room
Didn’t stay long
Looked on the bed and,
Brother was dead
Ooh Lordy, troubles so hard
Ooh Lordy, troubles so hard
Don’t nobody know my troubles but God
Don’t nobody know my troubles but God
Ooh Lordy, troubles so hard
Ooh Lordy, troubles so hard
(nel video una performance di violoncello e flessibile assieme a Moon Mama, ovvero Pikachu degli Afrirampo)
Hiromichi Sakamoto è un violoncellista che usa anche il flessibile, il trapano, la voce e altro per sfruttare ogni sfumatura di suono dal violoncello, strumento ma anche simbolo di ordine universale, compattezza e rigore. Hiromichi mostra che è anche cosa materiale e col flessibile, mentre scintille piovono dal violoncello, le vibrazioni sembrano aprire porte a sonorità da mondi paralleli.
Hiromichi con i cotucotu:
E’ di Hiroshima ma vive a Yokohama. La sua prima uscita in cdr è ·zero-shiki·
Come suonavano gli Unni? Spesso quando nei documentari si parla di Attila la musica di sottofondo è Carl Orff o qualche semplice tamburo, come a sottolineare la non-civilizzazione. Oggi non è difficile scoprire anche nelle nostre tristi latidunini la musica tuvana e il khomei, e gli Yat Kha sono il mio gruppo tuvano punk preferito.
L’internazionale socialista in cinese, nella versione rock dei Tang Dynasty, grande gruppo rock / prog / metal cinese. Hanno un seguito enorme in asia e sono famosi anche in germania, russia e nord europa.
“Gente que No” è una delle migliori canzoni dei “Todos tus Muertos”.
I “to morti”, per dirla alla veneta, sono uno dei miei gruppi preferiti di Buenos Aires.
La canzone è il Sein und Zeit di Heiddeger del reggae Argentino. E il Dasein è spiegato in modo ineccepibile.
E’ impossibile non riflettere sulla propria esistenza quando si ascolta questa canzone, sopratutto in questa versione. Per provarlo ecco la versione originale: